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Pandemia attraverso l’arte nel murale comparso a Scampia

Da Pozzuoli lo street artist NINO COME mette in risalto le paure e la fragilità della società al tempo del Covid

Figure stilizzate, lunghe. Il tratto di Nino è preciso, dettagliato ma al confine tra reale e surreale. Le atmosfere si contrastano: colori densi, forti a volte non catalogabili e un significato che in parte è lasciato all’interpretazione di chi guarda. Nessuna indicazione scritta, nessuna descrizione per chi si avvicina da lontano perché le opere di Nino Come (questo il nome d’arte dell’artista proveniente da Pozzuoli) sono grandi, e l’occhio ha un’idea di completezza solo se le si guarda per intero, passeggiando nel piccolo gioiello che è il parco Corto Maltese divenuto tale grazie all’associazione “I Pollici Verdi di Scampia”.

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Dopo 35 anni si “disvela” l’opera di Felice

Parte il recupero dell’opera di Felice Pignataro in via fratelli Cervi sotto la guida del ritrattista Gaetano Picillo e degli amici di una volta di Felice


Pennello in mano, saldo. Con attenzione come se fosse un lavoro su commissione colorano accuratamente: ricalcano gli sbiaditi contorni definiti nel 1985 da Felice Pignataro – storico artista del quartiere – sul muro che costeggia una vecchia scuola, che adesso è una delle sedi dell’ASIA.

Ma perché, da dove nasceva l’idea di quest’opera? L’obiettivo era di dare vivacità al grigio spento che tanto stonava all’uscita di scuola dei bambini e che dopo tanti anni si pensava di lasciare così, farlo svanire con i tratti di Felice, lasciarlo nei ricordi. Perché il GRIDAS dopo Felice aveva le idee ben chiare: nessuno di loro avrebbe avuto la sensibilità e le capacità dell’autore originale e quindi nessun più murales.

Ma la scuola in via fratelli Cervi c’è ancora, stavolta di fronte, e gli spazi lasciati vuoti, incurati, negli anni si vanno riempiendo di slogan calcistici e non a caratteri cubitali. Poco a che fare con le chiacchiere e le risate delle medie ed elementari: quest’estate allora la rete Pangea di Scampia si è rimboccata le maniche per “disvelare” il lunghissimo murale che nei tardi pomeriggi estivi sarà messo a nuovo da un gruppo di volontari, che poi proteggeranno il tutto con una vernice trasparente. Alcuni gli stessi del 1985 che affiancarono Felice solo con qualche anno di esperienza (e capello bianco) in più.

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Nuovo volto per il “Galileo Ferraris”

Quattro pareti trasformate dall’artista Corrado Teso e dal centro educativo “L’impronta” colorano ora il nuovo volto dell’istituto tecnico di Scampia e della succursale Alpi-Levi

“Ehi! C’è Corrado…ciao!”
“Ciao ragazzi! A domani!”
Curvati alcuni dal peso delle cartelle, all’uscita della succursale Alpi-Levi, i giovani studenti delle medie si voltano verso il cestello meccanico che da qualche giorno li costringe a fare uno slalom in più tra i compagni all’uscita da scuola, e tra i motorini assordanti che con i loro clacson portano in sella chi condivide la loro stessa struttura scolastica: i più grandi dell’ITI “G. Ferraris”. Ma a chi devono questo ingombro che li ferma verso l’agoniato ritorno a casa? Con il suo pantalone di schizzi colorati, Corrado Teso, sorride e contraccambia tutti i saluti che i ragazzini gli rivolgono: “I ragazzi si sono incuriositi: qualche volta escono dalla scuola e quando mi vedono lavorare fanno il tifo; ci sono anche quelli scettici e critici che chiedono – ma che significa? – però c’è una bella risposta”.

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Carnevale di Scampia 2020: l’inizio di una nuova era

Mai così grande numericamente il carnevale; la storia e la tradizione incontrano le nuove espressioni della festa lungo il corteo

Bussano. Le auto si incolonnano; non sono abituate. Il traffico di solito a Scampia in pratica non esiste, le strade sono troppo larghe. E’ Domenica mattina ora di pranzo, in molti vogliono solo tornare a casa. E allora ci riprovano, ribussano agli agenti della municipale perché si è aperto un passaggio alla rotonda. Ma è una illusione, solo un pò di respiro tra una banda e l’altra. Finiscono di provarci: la coda del corteo di carnevale non si vede nemmeno allungando l’occhio uscendo dalla macchina.

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Le murghe fanno da apripista alla rotonda intitolata alla vittima della criminalità Maurizio Estate, ma è solo la punta di un lunghissimo corteo

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Il viaggio e la storia del murale di Scampia che racconta i protagonisti della lotta per i diritti e la non violenza

Un lavoro lungo quasi un anno. Due street artist affiancati da un gruppo di ragazzi gambiani ha realizzato a Scampia un murale per il progetto Pangea: il giardino dei cinque continenti e della non violenza.


Non c’è un filo d’ombra. È una distesa di asfalto largo Battaglia, massi e scarti di lavorazioni fanno da inciampo per chi si avvicina al muro perimetrale dello stadio che lo costeggia. C’è silenzio. Poco più in là sagome di piccoli alberelli che lentamente stanno crescendo.

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No, non sono spontanei. Un gruppo di cittadini cocciuti ha adottato un angolo di Scampia e con carriole, rastrelli e fatica hanno accudito un piccolo giardino. Sono la rete Pangea, è il giardino dei cinque continenti e della non violenza. Ma mancava qualcosa, qualcosa su quell’enorme muro dello stadio di fronte allo spazio di verde preso in custodia. Continua a leggere “Il viaggio e la storia del murale di Scampia che racconta i protagonisti della lotta per i diritti e la non violenza”

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Un nuovo artista, il ritratto di Muhammad Ali comparso a Scampia

Ai piedi di un fabbricato il messaggio: l’amore ed il riscatto delle periferie

Scorrono veloci le automobili dall’alto in via Fratelli Cervi, un lungo rettilineo che quando le scuole sono chiuse non presenta altro che qualche dosso a rallentare l’andatura. Bisogna essere accorti per notare qualcosa di diverso, un’ immagine stampata in un anfratto grigio ai piedi della scala A dell’isolato K di via Attilio Micheluzzi. Nessuna firma, nessun riferimento.

Per arrivarci, nella posizione esatta, occorre fare attenzione ai calcinacci. C’è ne sono ancora tanti, alcuni grossi e taglienti. Si nota però la mano dei residenti: pian piano l’associazione “I Pollici Verdi di Scampia” con qualche opera muraria ha già dato segno della sua presenza. C’è ancora tanto da fare ma è proprio questa voglia di rinascita che, inconsapevolmente, lega l’autore dello “stencil” lasciato sul muro ai cittadini del quartiere.

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Rap, Break dance, Writing: cosa è stato il Jam “The Message” quest’anno

Tra il verde del parco Corto Maltese ritorna l’evento che è durato tutta la giornata del primo Maggio, volendo portare con se i messaggi della cultura hip-hop: pace, amore ed unità.

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Sembrano tele enormi. Un fondale nero scuro, utile a far risaltare i colori. Non succede sempre, non è detto che parte dei writers trovino preparato sempre la base per le loro creazioni. È costata fatica, pantaloni imbrattati e mamme con le mani nei capelli appena i loro figli tornavano a casa. Ma è quello che è successo nei giorni precedenti e rappresenta quanto ci tengono i ragazzi dell’associazione “SIMM TUTT FRAT” a far sentire accolti gli artisti, cantanti e ballerini di break dance per la JAM “The Message Vol.2”, che prende il nome da un brano di uno dei fondatori della cultura hip-hop: Dj Grandmaster Flash. Continua a leggere “Rap, Break dance, Writing: cosa è stato il Jam “The Message” quest’anno”

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Incontro con Jorit e i suoi lavori alla metro di Scampia

Il suo stile, i suoi sguardi anche alla nuova stazione del quartiere.

E’ lì, sul ponteggio. Seduto alle spalle della metropolitana, dove a piccole ondate dalla stazione escono i passeggeri, tra chi li aspetta con l’auto e chi si avvia alla fermata provvisoria dell’autobus spostata ancora più in avanti. Ogni tanto si gira, osserva.

Poi si volta di nuovo verso la parete, guarda il suo smartphone: Jorit ha un paio di cuffie e la sciarpa che gli copre metà viso. Dal basso qualcuno lo chiama, sono due ragazzi che con un pizzico di emozione decidono di salutarlo, lui si volta e gli chiedono una fotografia. Fa per mettersi in posa e scattano:

«Sei grande frà, ti stimo…continua così!»

«Fino a quando ce la faccio…» – Risponde ironicamente.

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I colori della terra e del mare sul murale di Nino allo stadio Landieri

Anche l’artista di Pozzuoli lascia il suo segno a Scampia, in un viale tra palazzi ed il campo di gioco

C’è solo un’auto solitaria in Largo Battaglia. Nel grande spiazzale sono poche le vetture che di giorno si affiancano al muro che delimita il perimetro dello stadio Landieri. In fondo, in un angolo è parcheggiata l’automobile di Nino, che guarda verso il vialetto dove la temperatura si abbassa repentinamente perché i grandi palazzi popolari fanno da filtro al calore del sole.

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Graffiti e colori a via Hugo Pratt per la murata “Do U Like This?”

Da Napoli e provincia a Scampia per colorare ciò che per anni è stato il grigiore dei muri del quartiere

Via Hugo Pratt ha sempre celato in se una contraddizione, i suoi muri grigi circondano quello di più vivace possa esistere. Custodiscono al loro interno gli asili, la scuola elementare, media e tutte le voci dei bambini che ascolti passandoci accanto le quali si sprigionano alla loro uscita, e per pochi istanti si riversano insieme ai loro zainetti colorati verso la strada di casa . Quei muri grigi sono rimasti tali per svariati decenni. Fino ad adesso. Continua a leggere “Graffiti e colori a via Hugo Pratt per la murata “Do U Like This?””