Pubblicato in: Dal quartiere, Incontri

Trek in Scampia 2020

Da una proposta sui social, un gruppo di ragazzi si incontra per la terza edizione di un cammino di formazione e volontariato

Trento, Torino, Genova, Viterbo. Appuntamento alla stazione centrale di Napoli, piazza Garibaldi. Si, siamo noi, quelli di Trek in Scampia. Occhi che mai prima d’ora si sono incrociati tutti insieme che si guardano in maniera ancora più profonda, dove lo sguardo oltre la mascherina indossata per ore di viaggio è quello che deve sostituire l’espressione del volto, del sorriso e del leggero imbarazzo a presentarsi con chi non hai mai visto prima.

Partiti da Napoli Centrale, il gruppo passa per il real bosco di Capodimonte

Per tre giorni in Ottobre (dal 17 al 19) hanno condiviso chilometri sotto il peso dei loro zaini: a piedi, attraversando dapprima la collina di Capodimonte e poi su fino in periferia dove ci saranno incontri con le realtà del quartiere, luoghi ed i “non luoghi” di chi pianificò l’urbanistica di Scampia. Ma questa volta saranno un’eccezione, tra i pochi – o forse l’unico – gruppo che dei forse 200, da lontano, ogni anno arrivano in quartiere.

“Vivere il trek in Scampia quest’anno, con tutto quello che è successo e ancora sta succedendo in Italia, nel mondo, è stato per noi un privilegio ancora più sentito.” – racconta Giacomo, l’ideatore di Trek in Scampia. Lui, che per un progetto di tesi ha attraversato e camminato per la nostra penisola, arrivato a Scampia è come se si fosse gemellato; a questo punto si è domandato il perché si fosse trovato così bene.

“Allora certo punto altri amici mi hanno detto: – tu vai sempre, portaci un po’ a fare un giro a conoscere – e allora è nata l’idea di questa tre giorni di cammino. Con l’ottica non di fare turismo ma una formazione: chi si iscrive sono persone che di solito stanno studiando per fare l’assistente sociale, discipline artistiche, scienze infermieristiche: tutte cose che riguardano l’umanità.

Trek in Scampia accolto al “Giardino dei 5 continenti”

Quindi per la terza volta, tramite il portale “Percorsi di Vita” ha lanciato ancora questa iniziativa e una volta arrivato a Napoli ha presentato agli altri camminatori le associazioni e le persone con cui ha mantenuto un filo diretto. E allora la visita al “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”, alla casa delle culture “Nuvola Rossa” ,”CasaArcobaleno“, all’ ”L’Albero delle Storie” ai piedi delle Vele dove Giacomo è rimasto colpito dalla sua trasformazione: un’anno prima avevano dato una mano a ripulire lo spazio esterno da rifiuti e macerie, ora trovano una fattoria didattica per bambini che tra una storia raccontata, le attività del centro ì, si ritrovano davanti agli occhi conigli, capre e perfino un asino ad aspettarli tutti i giorni.

alla fattoria didattica “L’albero delle Storie”

Poi la Domenica, al fresco pungente tepore della mattina a dare una mano nel recupero del murale in via fratelli Cervi, lasciando l’impronta sull’operazione di “disvelamento” dello storico artista di Scampia, Felice Pignataro, dove tutti i camminatori hanno contribuito: “Tra di noi si è creato da subito uno scambio sincero, costruttivo, con l’entusiasmo di chi sente di stare vivendo un momento speciale, in una realtà nuova e tutta da scoprire.

Tre giorni sono pochi per conoscersi e anche per conoscere una realtà complessa come Scampia, ma vissuti “in cammino” sono molto più efficaci ed intensi, il tempo si dilata, la lentezza, la fatica del corpo, guadagnare metro dopo metro le strade, le piazze, i luoghi che si va ad incontrare, rende l’esperienza davvero incisa nella pelle e negli occhi. Abbiamo provato profonda gratitudine nel vedere che tutte le realtà contattate (oltre una decina) ci hanno accolti e ospitati persino in questo contesto di paura del contagio”

Giacomo e il gruppo al murale in via fratelli Cervi

Ma sebbene in molti visitano il quartiere, Giacomo trova ogni anno persone non solo ad accoglierlo, ma ad aspettarlo. E questo per un motivo ben preciso : “il Trek è stato uno scambio, non abbiamo semplicemente “attinto”, non abbiamo “consumato” un’esperienza nè fatto turismo del disagio; siamo tornati a trovare degli amici, portando persone nuove desiderose di accostare l’impegno e le iniziative di chi vive a Scampia da tanto tempo. Ed è stato bello vedere i cambiamenti, le novità che crescono col tempo.”

parte del murale che si sta “disvelando” dopo 35 anni

Trek in Scampia 2020 su “Percorsi di Vita”

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