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Nuovo volto per il “Galileo Ferraris”

Quattro pareti trasformate dall’artista Corrado Teso e dal centro educativo “L’impronta” colorano ora il nuovo volto dell’istituto tecnico di Scampia e della succursale Alpi-Levi

“Ehi! C’è Corrado…ciao!”
“Ciao ragazzi! A domani!”
Curvati alcuni dal peso delle cartelle, all’uscita della succursale Alpi-Levi, i giovani studenti delle medie si voltano verso il cestello meccanico che da qualche giorno li costringe a fare uno slalom in più tra i compagni all’uscita da scuola, e tra i motorini assordanti che con i loro clacson portano in sella chi condivide la loro stessa struttura scolastica: i più grandi dell’ITI “G. Ferraris”. Ma a chi devono questo ingombro che li ferma verso l’agoniato ritorno a casa? Con il suo pantalone di schizzi colorati, Corrado Teso, sorride e contraccambia tutti i saluti che i ragazzini gli rivolgono: “I ragazzi si sono incuriositi: qualche volta escono dalla scuola e quando mi vedono lavorare fanno il tifo; ci sono anche quelli scettici e critici che chiedono – ma che significa? – però c’è una bella risposta”.

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Quattro pareti vuote che per decenni hanno visto centinaia, migliaia di ragazzi affollare gli ingressi delle loro aule ora ospitano uno tra i più grandi – e l’unico su quattro facciate – murales realizzato tra i 26 che il comune di Napoli, e questo è il ventesimo, ha promosso in città insieme a diverse realtà del territorio. Dietro tutto questo quindi c’è un’impronta, anzi “L’impronta”: la cooperativa sociale che ha sede a pochi metri di distanza dal murale realizzato, dove diversi bambini del quartiere fanno i compiti, giocano e scorrazzano sotto l’occhio degli educatori. Come Salvatore: “Il comune ci ha diede una prima indicazione: individuare un tema valore che rappresentasse la nostra esperienza. Gli altri centri di educativa territoriale li hanno sviluppati con dei tavoli e degli incontri, noi invece abbiamo cercato di coinvolgere anche l’artista in una fase successiva all’individuazione del tema”.

Quale poteva essere quindi il tema? Studiare certo serve ad un domani, per diventare grandi ed “evolvere sè stessi; ma con questi cambiamenti mantenere le proprie radici e tradizioni”- racconta Salvatore. “E’ un percorso sempre più difficile che ti porta ad affrontare diverse sfide e ostacoli, ma che così facendo potrai arrivare a toccare perfino le stelle”. Per raccontare tutto ciò serviva una protagonista, e i ragazzi l’hanno trovata: “C’è una ragazza non vedente nel centro educativo e, anche grazie a diverse attività laboratoriali come il suonare bendati, l’anno scelta come protagonista della storia. La benda è solidarietà e inclusione”.

E allora sul murales vediamo lei che cammina bendata come un funambolo su una corda, corre, salta fino ad afferrare le stelle e poi, di colpo, si catapulta nel futuro attraverso uno specchio che le ritrae con una tuta ipertecnologica, tra i suoi libri e il suo impegno che hanno permesso tutto ciò. Ma con un compagno speciale: un tamburello che le permetterà di ricordare le sue radici, qualora se ne dimenticasse.


“Corrado ha tradotto i pensieri dei ragazzi sul tema della sfida, il linguaggio artistico che lui ha utilizzato – il fumetto – significa molto perché qui ci sono tantissimi ragazzi ogni giorno: è un linguaggio che ha un appeal, un impatto immediato” dice Salvatore. Un lavoro realizzato da chi è stato scelto tra decine di artisti italiani e stranieri messi in lista dal Comune e, una volta ridotta la rosa a cinque nomi, i ragazzi hanno scelto lui, autore anche degli esterni nella riqualificata stazione della metro di Scampia.

“Le pareti sono state prima lavate con idropulitrice, poi imbiancate con quarzi per esterni” racconta Corrado, che dopo aver realizzato il bozzetto su carta, per proporzionare le immagini alla mole della parete, ha utilizzato la tecnica del quadrettato: una griglia che gli è servita di riferimento per ridurre i tempi di realizzazione mantenendo l’originalità del tratto dell’artista.

Murale che ora accompagnerà le mattinate degli studenti all’ingresso e all’uscita dalle aule, ed i ragazzi del centro “L’impronta” che nelle pause dallo studio, quando guarderanno in lontananza le pareti, lo faranno con occhi diversi: quelli dei loro sogni stampati sulle alte e non più bianche mura della scuola.

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Corrado Teso – profilo Instagram