Pubblicato in: Immersi nel verde, Incontri

Dalla Romagna a Scampia, uno sguardo nuovo per gli scout di Brisighella

Un campo estivo decidendo di contribuire a un piccolo pezzo di Scampia, restituendo un poco di quello che porteranno a casa: leggere la realtà con occhi diversi.

«Che cosa è?» domandano da lontano alzando un po’ la voce; «E’ succo di frutta» risponde Andrea, «…alla pesca!»

Il capo scout è in bilico su di un muretto; ha una busta bianca in plastica al suo fianco, tondeggiante e piena fino all’orlo. Si era allontanato un attimo da scope e sacchi da riempire: l’avevano chiamato da un balcone, era pronto il rifornimento preparato da qualche massaia.

Il resto del gruppetto è lì a due passi. Capelli raccolti per le ragazze, berretti per i ragazzi che spingono i tagliaerba tra il verde ormai ingiallito dal caldo estivo. E’ il loro penultimo giorno di servizio, dopo tanti in cui la temperatura ha superato le medie stagionali e trattenuto molti dallo scendere di casa. Se non lo si sapesse si penserebbe fosse il primo giorno di lavoro: si ride, si scherza e solo quando gli chiedo cosa gli ha lasciato questa esperienza si fermano come se qualcosa gli avesse toccato l’anima.

«Giorni intensi, significativi» racconta Andrea. Lo fa sorridendo; la fatica si percepisce appena.
Lui è uno dei capo scout di ragazzi emiliani che hanno scelto Scampia per il campo estivo di quest’anno. Hanno condiviso la loro esperienza con altri gruppi, soprattutto dal nord Italia, alloggiando a cappella Regina Mundi nel comune di Melito, confinante con la nostra periferia napoletana.

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La maggior parte di loro viene da Brisighella che è un piccolo centro in provincia di Ravenna, mentre Andrea proviene da Faenza, il comune più popoloso della zona: – «Siamo un piccolo gruppetto scalcagnato, mica di quelli grandi super organizzati però…»
Davvero un piccolo numero di scout, se non fosse per un particolare non di poco conto. Gli avevano proposto di svolgere la loro attività in diverse zone del quartiere, questo però avrebbe portato l’impossibilità di un lavoro continuativo, un lasciare un piccolo contributo della loro presenza.

E allora la decisione. Dedicarsi ad una delle aree del parco Corto Maltese contribuendo alla sua manutenzione: servizio continuativo la mattina e testimonianze ed incontri pomeriggio e sera. Parroci, gesuti, lo scrittore Davide Cerullo – la sua capacità riferimenti al Vangelo rispetto alla vita vissuta – e capi scout con le loro storie hanno arricchito e aperto i ragazzi verso nuovi punti di vista.


Ne parla abbassando il tono di voce, Andrea, come quando ogni parola ha un peso profondo. Capita di cambiare opinione, slegarsi piano piano dagli steriotipi dei racconti televisivi e anche se in fondo si era già consapevoli che la realtà è sempre più complessa di ciò che si racconta, a volte è difficile partire senza nessun pregiudizio. Ma qualcosa non è rimasto uguale: «Li ho visti cambiati», racconta il capo scout, «nel senso che hanno acquisito una capacità di leggere le situazioni, che per un adolescente non è scontato, quali sono le motivazioni che ci sono dietro a un comportamento, una situazione. Rivalutare così la nostra realtà, quella che viviamo quotidianamente.»

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A chi viene proposto di percorrere le strade di Scampia le Vele e il campo Rom sono tappe obbligate. Osserva molto attentamente Andrea. Confronta situazioni che nella sua cittadina vengono definite “emergenze” sui quotidiani locali come quella degli insediamenti Rom con quella presente a Scampia. Ora è come avere un metro nuovo di giudizio. Anche i ragazzi si confidano:«Pensavamo di non riuscire a comunicare con i bambini del campo, ma poi ci siamo resi conto che sono uguali dappertutto.»

Parlano e lavorano gli scout, solo qualcuno si concede alcuni minuti di pausa tra il verde sedendosi a gambe penzolanti su di un muretto.
«Un ragazzo che si allenava nel parco correndo, ci ha ringraziato. Ha detto che per lui è stato importante il nostro lavoro.» Lo dicono convinti, ma con l’umiltà di chi sa che è stata una piccola goccia sebbene di un importante contributo.

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Siamo quasi a fine mattinata. «Cominci a vedere qualche trasformazione rispetto a quando siamo arrivati. E’ stata la scelta giusta» dice Andrea, che insieme a tutto il gruppo hanno legato con i referenti dell’associazione “I Pollici Verdi di Scampia”: cittadini che durante tutto l’anno hanno in gestione il parco e che gli hanno fornito rastrelli, sacchi e tagliaerba. Proprio in quel momento da lontano ne arriva uno che hanno ben conosciuto in questi giorni, Angelo: «Allora ragazzi tutti insieme, come fa…Romagna mia, Romagna in fiore… dai insieme!»
«Ma no, non inizia così!» fa sorridendo una delle ragazze.

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E tra chi spazza e chi sta aprendo un sacco per l’umido grande almeno quanto alcuni di loro intonano il canto, che coinvolge tutto il gruppetto. Cantano e quasi ballano, con scope e palette che oscillano a ritmo. Loro non lo sanno, ma dall’alto qualcuno li riprende. Sul gruppo Facebook del parco posteranno un video: nei giorni successivi vi si leggeranno solo ringraziamenti per il loro piccolo grande impegno.

Un video dal gruppo Facebook del parco “Corto Maltese” di Scampia

Pagina Facebook dell’associazione “I Pollici Verdi di Scampia”

Pagina Facebook “Agesci Valdilamone 1”

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