Pubblicato in: Arte, Dal quartiere

Graffiti e colori a via Hugo Pratt per la murata “Do U Like This?”

Da Napoli e provincia a Scampia per colorare ciò che per anni è stato il grigiore dei muri del quartiere

Via Hugo Pratt ha sempre celato in se una contraddizione, i suoi muri grigi circondano quello di più vivace possa esistere. Custodiscono al loro interno gli asili, la scuola elementare, media e tutte le voci dei bambini che ascolti passandoci accanto le quali si sprigionano alla loro uscita, e per pochi istanti si riversano insieme ai loro zainetti colorati verso la strada di casa . Quei muri grigi sono rimasti tali per svariati decenni. Fino ad adesso.

Tra le poche indicazioni date agli artisti provenienti da Napoli e provincia ce n’è stata una molto chiara: non essere cupi, proprio per via delle scuole. E allora i colori sono quelli vivaci e tra i disegni, le figure – i cosidetti “puppets” – spunta Pluto e contornato da un lettering da far invidia a stampe tipografiche Dante che è la nota più seria della “murata”, il quale fa immergere con i suoi occhi per un attimo nel profondo della sua opera o come chi al grigio della città affianca il verde della natura, comunicando la loro contrapposizione.

Organizzare e realizzare tutto ciò non è stato però senza intoppi. Qualcuno in quartiere ha espresso delle perplessità e allora, autorizzazione alla mano valida per 30 giorni, l’assocazione “Simm Tutt Frat” che fa capo alla Crew “Frat Indo Rion” ha voluto intitolare la murata proprio così: “Do U Like This?”.

Piano piano si è iniziato a preparare un fondale, dando prima una mano di biancone. Una tonalità di rosa come sfondo, che ospitasse in sequenza i primi ad arrivare all’appuntamento assegnando ad ognuno cinque metri e mezzo per esprimere le loro capacità e creatività a tema libero, firmandosi con la propria tag.

“Tag”.C’è una vera e propria cultura dietro a queste tre lettere , che si snoda a partire tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso dalle strade dei ghetti di New York. Lettere che poi diventano 4 o 5 quando ciascun artista sceglie il proprio pseudonimo, nato per colorare i tipici vagoni della metro americani per tradizione robusti e affidabili ma inizialmente grigiastri, spenti.

E’ tempo di inziare. C’è però qualcosa sulla parte alta del muro: è muschio, il quale da un verde che passa al marrone cola come un intruso sulla tela, la macchia, come stesse lì a ricordare che la strada per portare questa cultura in quartiere è appena agli inizi. Qualcuno oltre che di spray si arma di santa pazienza e lo rimuove, prima di mettersi a lavoro.

Pochi sono i volti provenienti da Scampia, ma della zona sono le associazioni che hanno supportato il progetto. Il centro Mammuth e l’associazione “I Pollici Verdi di Scampia”, in particolare nella persona di Clotilde Sorrentino hanno sostenuto i ragazzi come nella zona flegrea, a Bangoli, dove quest’arte è insita nella cultura dei quartiere.E se tra un anno la “murata” sarà ridipinta qualche persona poi magari che ci si era affezionata si stupirà: ma per i writers invece è la normalità, rappresenta l’evoluzione che quell’artista ha avuto, nel suo stile nella sua arte. Un evoluzione che avrà allora contagiato anche Scampia, come stupirsi di qualche muro ancora grigio appena un bambino con la sua cartella colorata ci passerà a fianco.44314149_486312528543138_4106099679521731012_n

Pagina Facebook del “The Message Jam”, con altre immagini ed informazioni sulla murata “Do U Like This?”

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