Pubblicato in: Dal quartiere, Storytelling

Stazione della Metro: inaugurato in anticipo di mesi il nuovo ingresso

Una mattinata nuvolosa accoglie i passeggeri e le autorità al taglio del nastro, per il nuovo piazzale e l’ingresso ai treni dopo anni di incuria

Percorro la via che porta verso la stazione a passo svelto. E’ una strada breve e dritta dove due file di basse palazzine mi affiancano. Sotto ai lunghi porticati ci sono negozi che sanno di periferia: non c’è magazzino, ditta sulla cui insegna si può leggere l’anno in cui è stata fondata. Manca la memoria perché è quella che si sta costruendo in questi anni e in giorni come questi, una mattina grigia e umida, inaugurando il nuovo ingresso della stazione.Inaugurazione-stazione-metro-scampia-1

L’entusiasmo rischia di farmi inciampare. A tratti mi volto a lato cercando i volti delle persone tra i portoni, le merci stipate a bordo degli ingressi dei minimarket, per capire se in qualche sguardo c’è almeno un pizzico del mio entusiasmo. Ma non lo trovo, devo solo guardare avanti.

Si stava esaurendo la mia scorta di aspettative quando la sirena automatica di una scavatrice in retromarcia mi risveglia. Un omino sopra ai nuovi sampietrini della rotonda la sta dirigendo sincerandosi che alle sue spalle non arrivi nessuno, poi in tutta fretta le fa strada verso alcuni pallet di compensato da sollevare. La seguo, e dopo qualche passo arrivo a destinazione. Mi guardo intorno il cuore si allarga.Inaugurazione-stazione-metro-scampia-3

Il nuovo ingresso della metropolitana lascia a bocca aperta, più di quello che avessi immaginato. Guardando i lavori in corso non avrei pensato ad un effetto simile. Un largo piazzale ora dedicato solo ai pedoni ospita invitati, curiosi e autorità. Dall’ingresso principale però non fanno ancora entrare, se vuoi prendere la metro occorre fare il giro per il parcheggio degli autobus: c’è il governatore con tanto di palchetto presidenziale per l’inaugurazione e nastro tricolore da tagliare.Inaugurazione-stazione-metro-scampia-4

In alto dagli altoparlanti non arrivano avvisi per i viaggiatori o di servizio, ma c’è una musica a fare da colonna sonora, la si sente fino all’esterno. Mi fermo un attimo, tutto ciò è tanto bello quanto quasi irreale, come i lavori terminati in anticipo rispetto alla data fissata in primavera.

Mentre mi avvio verso il parcheggio degli autobus, un pò amareggiato conoscendo di quanto dovrò allungare il percorso, torno per un instante con il pensiero indietro nel tempo, a quando prendere la metro a Scampia nell’incuria dei lavori sospesi che ogni giorno lasciavano la stazione cadere a pezzi era dapprima sgradevole, poi pian piano la normalità che normalità non era.Inaugurazione-stazione-metro-scampia-5

Chissà se tutto ciò durerà abbastanza da far capire che la bellezza è la vera normalità. Poi i primi dubbi e perplessità prendono forma, come quando noto delle crepe in un affresco appena ammirato. Hanno costruito uno spiazzale ampio, quasi dispersivo che lascia un rivolo di strada per gli automobilisti. Chi dovrà fermarsi con l’auto per far scendere un conoscente alla metro farà bloccare o no l’intera viabilità? Quanto durerà il pavè alle sollecitazioni degli autobus e alla calca delle ore di punta?

Inutile soffermarsi, sono arrivato all’ingresso. Mi volto e vedo ancora qualche transenna, le ultime barriere che per una volta vorrei rimanessero ancora lì, a proteggere per un altro pò questa piccola nuova gioia della vita in periferia.Inaugurazione-stazione-metro-scampia-6[grazie ad Immacolata Gaito per il supporto all’ articolo]