Pubblicato in: Dal quartiere, Storytelling

Scout in quartiere per l’estate: festa, giochi e attenzione al bene comune per i bambini della “Cianfa”

Come da diversi anni a questa parte da tutta Italia giungono a Scampia gruppi scout che scelgono di fare servizio tra i palazzi della nostra periferia

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Non c’era nessuno nello spiazzale, il silenzio di una mattinata di mezza estate avvolgeva i palazzi di mattoni e le panchine ombreggiate dagli alberi dove era previsto il ritrovo. La calma è interrotta solo da qualche camioncino, un ambulante da un altoparlante gracchiante con una nenia familiare avverte della sua presenza e si ferma tra i palazzi guardando in alto, per trovare clienti affacciatesi come per ripetere un rito, una consuetudine.

Da un lato però, come se da sempre fossero di casa,  scout a passi lenti ma decisi prendono pian piano il centro della scena. Discretamente qualcuno poggia qualche zaino sulle panchine, la chitarra e l’ukulele mentre gli altri iniziano in cerchio con le mani a palleggiare.

Dura poco,quasi inaspettatamente poco. Dall’altra parte dei caseggiati sbucano come un fruscìo i bambini del quartiere,quasi avvertissero la presenza da lontano di qualcuno che è venuto solo per loro a cercarli, a farli giocare.

Si allarga il cerchio e si spiegano le regole tra un palleggio e l’altro. Chi viene eliminato è solo  un po’ più in là pronto per essere invitato a giocare a palla asino,sebbene in pochi ne avessero sentito parlare fino ad allora. Non si finisce mai di sorprendersi per cose nuove per i più piccoli,ma anche per gli scout venuti dall’Emilia Romagna, che si integrano e diventano di famiglia.

Si sorprendono perché qualcuno ha avuto un pensiero per loro, per ringraziarli dei momenti passati insieme. Gli si dice di avvicinarsi, c’è qualcosa da fargli vedere. Su dei cartelloni bianchi, grandi, con pennarelli bambine del quartiere hanno scritto quanto gli si sono affezionate e prendendo i loro lavori tra le mani scorrono davanti ai volti sorridenti degli scout, con tanto di sottofondo musicale, in un piccolo spettacolo improvvisato.

E non c’è da meravigliarsi del perché di tutto ciò. Qualcuno di loro cede in prestito il fazzoletto della promessa, qualcosa di prezioso per chi è scout. I ragazzi lo prestano per qualche ora ai più piccoli ottenendo un affettuoso ricambio fatto di gesti,di abbracci e sorrisi impagabili.

Gessetti colorati vengono posati sul muretto che subito si riempie di colori mentre una chitarra viene presa d’assalto da chi non ne ha mai toccata una prima, sotto gli occhi anche di qualche genitore che rimane a guardare mentre qualche curioso si affaccia dall’alto dei balconi.

Oramai è una festa alla quale tutti sono coinvolti, non ci sono protagonisti ma solo partecipanti. E protagonista però diventa qualcosa che sfugge a volte anche ai più attenti, anche a chi vive il piccolo spiazzale tutti i giorni. Carte, plastiche, cicche di sigarette diventano gli oggetti di una caccia al tesoro per squadre con premio finale dove si vince tutti perché ci si accorge che è più bello giocare dove è pulito e sistemato.

Sfilati i guanti e posati i sacchi ricolmi ci si divide caramelle e bomboloni come premio per la squadra che è stata  più lesta a raccogliere in giro, ma è solo una pausa illusoria. Dissetati e fermati per un attimo, i ragazzi prendono sulle spalle i bambini che chiedono e sperano in ancora un ultimo gioco.

Altre fotografie postate su Facebook della “Route a Scampia Clan piccolo Clan degli Amici Modigliana 1”

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