Pubblicato in: Incontri, Letteratura

Presentazione del libro (R)esistere a Scampia

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Il libro di Ciro Corona, presentato presso l’officina delle culture “Gelsomina Verde” a Scampia , Via A.Ghisleri – lotto P5

Gli ospiti non sono in perfetto orario, qualcuno si fa attendere. Pian piano però i posti a sedere,in uno stretto corridoio a fianco alle decine di volumi, vanno pian piano riempendosi e rompendo gli indugi i protagonisti prendono posto di fronte ai presenti.

Al centro del tavolo iniziano a prendere la parola gli autori del libro, un volume che racconta del percorso di vita Ciro Corona a Scampia, dagli inizi del suo impegno per il quartiere,i suoi progetti e la storia che c’è dietro al luogo che ci ospita in questo momento. Storie di resistenza,storie di perseveranza nel credere in progetti in una periferia tanto famosa quanto distante dal cuore commerciale della città e così dispersiva che in pochi conoscono di questa presentazione,dove la maggior parte dei presenti sono ragazzi in visita da Bolzano.

Al tavolo però non ci sono ospiti, perchè l’ospite e quello che si guarda intorno per capire dove si trova,per cercare di cogliere l’anima di quel luogo e delle persone a suo fianco. Al tavolo ci sono persone che conoscono bene tutto ciò,che hanno lasciato parte del loro cuore in questo quartiere. E’ quello che passa tra le parole di Don Aniello Manganiello, raccontando di quando apprese di dover trasferirsi  a Scampia,e di quanto non la prese a genio ma di quando prese decisioni scomode rifiutando sacramenti ad alcuni fedeli del quartiere. Sandro Ruotolo invece ha tenuto particolarmente a spiegare, quasi a trovare un senso, la genesi de quartiere ai presenti per far meglio comprendere in che contesto si è trovato ad operare.

Ma tutto questo non con distacco dall’autore, ma come dei conoscenti che ai loro lati hanno accompagnato il protagonista che quasi aveva la voce più bassa dei presenti al tavolo, nell’esporre il suo lavoro nel quartiere, fatto di artigianato, sala musicale e terra agricola recuperata.

Un applauso accoglie un ritardatario,mai come questa volta giustificato. Il dottor Michele Spina passa alle spalle del pubblico per avvicinarsi al tavolo e raccontare della sua esperienza in anni ancora più caldi, al commissariato della zona.

Alla conclusione una piccola folla si accalca per comprare il libro,e questo succede solo se realmente si è creata una connessione,un emozione tra chi lo presentava e chi ascoltava.I ragazzi erano stanchi ma gli sbadigli sono stati pochi e l’interesse è rimasto fino alla conclusione.

Su e giù per le scale, alle spalle dei relatori bambini con zaini e borse salivano e scendevano dalle scale, dalle loro attività. Attività che alla conclusione Michele Spina ha voluto toccare con mano chiedendo a Ciro di salirle anche lui quelle scale, per vedere il piano superiore e i progressi di una struttura che lui osserva ora in modo diverso, memore di cosa i suoi ricordi gli avevano lasciato.

Pagina Facebook dell’Officina dele Culture di Scampia “Gelsomina Verde”

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