Pubblicato in: Dal quartiere

Parrocchie unite per la via Crucis 2018

Si conclude nella piazza la processione che fa incrociare volti mai visti prima, sotto una luna che spunta tra le nuvole sopra le fiaccole dei fedeli

I rumori dei passi sul pavimento della piazza e a stento si avvertivano, composti, lenti. I fari che illuminano la piazza sono alti e la luce gialla e calda che emanano è tenue, troppo tenue per potersi distinguere da lontano a prima vista l’un l’altro nella piazza, così grande e così dispersiva tanto che ci si sente disorientati e un po’ barcollanti, sebbene consapevoli di trovarsi nel centro del quartiere.

Ci si volge intorno come per cercare i punti di riferimento tra i volti conosciuti mentre lontane scorrono le luci delle automobili, troppo distanti per ascoltare i loro motori, lungo il perimetro della piazza quando uno degli altoparlanti richiama l’attenzione dei presenti, con il suono gracchiante di quando è pronto per mettersi in funzione.

In lontananza si scorgono diverse croci, diverse le dimensioni ma stesso e l’orario di arrivo dei pellegrini che nella grande piazza fanno capolino da diverse angolature, per ritrovarsi al centro, dove i parroci si sono dati appuntamento, per la prima volta per concludere in questa maniera uno dei momenti principali della Pasqua.

Piano si leva una voce che chiama al raccoglimento, non solo spirituale questa volta. I fedeli delle quattro parrocchie del quartiere sono uniti in questa serata, nel completare il cammino della Via Crucis non più ognuno circondato dai consueti, familiari volti conosciuti della parrocchia di provenienza ma immersi in una sensazione nuova, mischiandosi con gli altri pellegrini di un quartiere così ampio che mai li ha fatti incrociare gli sguardi in un modo simile, così, tutti assieme.

Passano le stazioni e il cammino lento dei presenti si accinge fino alla conclusione, ai piedi della piccola collinetta dove Giovanni Paolo II venne in visita al quartiere e da cui la piazza ha preso il nome. E’ tempo della benedizione finale ed è tutto in quiete, man mano ci si ritrova per chiamare i conoscenti e per avvisarli da chi ha adocchiato il punto per avvicinarsi ai pullman piccoli e grandi, alle auto per tornare ai punti di partenza e portarsi via una crescita non solo spirituale,ma anche di un calore umano inaspettato.

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