Pubblicato in: Dal quartiere, Immersi nel verde

A Scampia si “Adotta un Mattone”

Nel parco Corto Maltese di Scampia un muretto che costeggia alcuni isolati era fino a poco fa una barriera in più. Una barriera non solo fisica ma che simbolicamente divideva intere scalinate da un’area verde che negli ultimi anni sta rifiorendo: una migliore cura degli spazi all’ombra dei grandi cedri, una pista di pattinaggio rinnovata con un tipo di asfalto utilizzato per aeroporti colorata di rosso acceso, la riqualificazione di diverse panchine, attività e laboratori per i più piccoli, murales coloratissimi che rendono il tutto più gioioso e attraente per i bambini che popolano ora un angolo del quartiere che mai li aveva visti così protagonisti.

parco Corto Maltese di Scampia
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Pubblicato in: #art, Teatro

Teatro che prende vita nel cuore di Scampia

Pietre di tufo una sull’altra. Nessuna decorazione, l’essenziale e l’asciutto del comprensorio costruito negli anni ’70 nel cuore di Scampia per contenere i servizi essenziali per i cittadini: dall’anagrafe del quartiere, il collocamento e la centrale di polizia. Costruzioni alte, isolate dal resto della periferia, che prendono vita solo in settimana per gli uffici collegati tra loro tra rampe deserte, cocenti, sotto il sole che troneggia sulle spoglie scalinate che collegano una torre all’altra. Ma in questa serata di mezza estate, uno spettacolo teatrale le farà respirare un’aria insolita.

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Pubblicato in: Incontri, Religione

L’ “Arsenale” che fa tappa a Scampia

Il cancello automatico della parrocchia sbotta per sbloccarsi, poi scivola lungo i suoi binari in questo Sabato pomeriggio nel quale di solito è a riposo. La sua corsa è lunga, deve arrivare fino alla fine, non basta aprirsi quel tanto che basta per far passare un’utilitaria. Dall’altra parte paziente, aspetta di entrare un macchinone che confrontato con quella del parroco la metterebbe un pò a disagio. Sulla livrea c’è un adesivo con sfondo rosa con su scritto “ospiti”. Mentre l’auto sfila entrando e il sacrestano si occupa di far chiudere il cancello alle loro spalle, se ne svela un altro che non ci si aspetta: “Giro d’Italia”.

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Pubblicato in: Musica

Il canto alla Madonna del maestro Starita

La celebrazione è quella della Domenica sera. I fedeli sono quelli che hanno rinunciato al riposo pomeridiano per scendere da casa tra le strade deserte, fredde del quartiere. Prima di entrare in chiesa, sullo sfondo, i neon in lontananza del supermercato MD aperto per una manciata di clienti anche nei giorni festivi illuminano più degli alti lampioni e sussurrano nel silenzio un bagliore fioco di presenza. Siamo al confine di Scampia, dove c’è il comune di Melito di Napoli: un marciapiede e si approda nell’unica celebrazione serale del circondario.

cappella “Regina Mundi” dei Missionari della Divina Redenzione
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Fitness a Scampia: il libro di coach Cira

Tra l’affetto delle sue allieve, presentato il libro “La Donna con le Ali” presso l’Officina delle Culture Gelsomina Verde

Le allieve dell'”ASD Le Ali di Scampia” oggi si affrettano, si scambiano sguardi d’intesa per capire se è tutto pronto: occorre tenere nascosto il mazzo di fiori e i regali senza che la loro coach Cira se ne accorga in anticipo. Ma è una fretta fatta di allegria, tra i colori delle mimose su un banchetto posto all’ingresso di un ex scuola ora sede – tra le altre realtà presenti nell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” – della loro palestra. E sul banchetto è proprio lì, il libricino che condensa i primi passi, le emozioni di chi oggi è divenuta un punto di riferimento per le molte donne di Scampia. Una grande responsabilità e un grande impegno per Cira Celotto – la loro istruttrice – che prende sul serio la storia di ognuna di loro, accompagnandole per mano.

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Pubblicato in: #art, Incontri

Pandemia attraverso l’arte nel murale comparso a Scampia

Da Pozzuoli lo street artist NINO COME mette in risalto le paure e la fragilità della società al tempo del Covid

Figure stilizzate, lunghe. Il tratto di Nino è preciso, dettagliato ma al confine tra reale e surreale. Le atmosfere si contrastano: colori densi, forti a volte non catalogabili e un significato che in parte è lasciato all’interpretazione di chi guarda. Nessuna indicazione scritta, nessuna descrizione per chi si avvicina da lontano perché le opere di Nino Come (questo il nome d’arte dell’artista proveniente da Pozzuoli) sono grandi, e l’occhio ha un’idea di completezza solo se le si guarda per intero, passeggiando nel piccolo gioiello che è il parco Corto Maltese divenuto tale grazie all’associazione “I Pollici Verdi di Scampia”.

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Trek in Scampia 2020

Da una proposta sui social, un gruppo di ragazzi si incontra per la terza edizione di un cammino di formazione e volontariato

Trento, Torino, Genova, Viterbo. Appuntamento alla stazione centrale di Napoli, piazza Garibaldi. Si, siamo noi, quelli di Trek in Scampia. Occhi che mai prima d’ora si sono incrociati tutti insieme che si guardano in maniera ancora più profonda, dove lo sguardo oltre la mascherina indossata per ore di viaggio è quello che deve sostituire l’espressione del volto, del sorriso e del leggero imbarazzo a presentarsi con chi non hai mai visto prima.

Partiti da Napoli Centrale, il gruppo passa per il real bosco di Capodimonte
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Giovani architetti in campo a Scampia reinventano la pinetina del Monterosa

Con il patrocinio del Dipartimento di Architettura e dal Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II, i ragazzi del collettivo “Needle” hanno progettato e realizzato il nuovo volto del cuore verde del rione Monterosa

E’ sera. Un’altra riunione, l’ultima prima di definire i dettagli e passare all’azione. Le luci calde e le pareti del centro sociale “Nuvola Rossa”, colorate dalle strane forme dei murale stasera accolgono un piccolo seme, uno spillo. Un intervento di “agopuntura urbana” lo chiamano. Ed i murale ascoltano attenti, come ascoltano i presenti le idee di questi giovani architetti, urbanisti e sociologi che in punta di piedi hanno in mente di contribuire alla riqualificazione di un luogo di Scampia.

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Pubblicato in: #art

Dopo 35 anni si “disvela” l’opera di Felice

Parte il recupero dell’opera di Felice Pignataro in via fratelli Cervi sotto la guida del ritrattista Gaetano Picillo e degli amici di una volta di Felice


Pennello in mano, saldo. Con attenzione come se fosse un lavoro su commissione colorano accuratamente: ricalcano gli sbiaditi contorni definiti nel 1985 da Felice Pignataro – storico artista del quartiere – sul muro che costeggia una vecchia scuola, che adesso è una delle sedi dell’ASIA.

Ma perché, da dove nasceva l’idea di quest’opera? L’obiettivo era di dare vivacità al grigio spento che tanto stonava all’uscita di scuola dei bambini e che dopo tanti anni si pensava di lasciare così, farlo svanire con i tratti di Felice, lasciarlo nei ricordi. Perché il GRIDAS dopo Felice aveva le idee ben chiare: nessuno di loro avrebbe avuto la sensibilità e le capacità dell’autore originale e quindi nessun più murales.

Ma la scuola in via fratelli Cervi c’è ancora, stavolta di fronte, e gli spazi lasciati vuoti, incurati, negli anni si vanno riempiendo di slogan calcistici e non a caratteri cubitali. Poco a che fare con le chiacchiere e le risate delle medie ed elementari: quest’estate allora la rete Pangea di Scampia si è rimboccata le maniche per “disvelare” il lunghissimo murale che nei tardi pomeriggi estivi sarà messo a nuovo da un gruppo di volontari, che poi proteggeranno il tutto con una vernice trasparente. Alcuni gli stessi del 1985 che affiancarono Felice solo con qualche anno di esperienza (e capello bianco) in più.

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Profilogreco allo specchio

Mescolare i suoni dell’elettronica con le radici dei classici napoletani: dalla periferia nord di Napoli la musica dei “Profilogreco”

Luca è allo schermo del PC. Partono i brani mentre li ascolto in cuffia: sorride ad ognuno, ma in modo diverso, talvolta di più talvolta è solo un sorriso leggero. Ripercorre per ognuno il momento che gli ha dato l’ispirazione, la storia e i primi semplici accordi dove li intersecava. Lascia poco spazio al pensiero di chi li ascolterà perché è preso da ogni pezzo del loro primo lavoro. E mentre i brani corrono uno dopo l’altro, rimane fissa solo la copertina, come se bastasse solo quella a racchiudere cos’è il primo EP dei Profilogreco: “Mai No”.

Perché in lei c’è tanto. C’è un profilo che parte dalle sponde greche di Rodi fino a i primi insediamenti sull’isolotto partenopeo di Megaride quello della sirena che si trasforma nel cavallo rampante, simbolo dei primi anni del Napoli. L’evoluzione che cerca nelle tradizioni più antiche, come la cura dei testi in dialetto, delle melodie classiche di Di Giacomo e Russo ma che non dice mai no al futuro.

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